martedì 3 marzo 2009

Lettere al vento

Riporto tre piccoli interventi random presi dal sito di Repubblica, scelti tra le centinaia di e-mail arrivate.

Queste lettere sono la nostra Italia, il nostro mondo. In queste tre lettere c'è tutto, manca solo il finale, che sarà scritto da tutti noi entro poco tempo, e ci sarà da ridere.


Sono ormai 5 mesi e precisamente da ottobre 2008 che non percepisco lo stipendio, dopo varie rassicurazioni dalla proprietà. A Febbraio 2009 ho ricevuto la lettera di licenziamento, ora dovrò fare a mie spese il conteggio del dovuto e poi l'azione legale di recupero coatto degli stipendi arretrati ...... Io intanto come vivo e faccio la spesa e pago le bollette? Eppure per anni ho pagato decine di migliaia di €uro di tasse. Penso che prima o poi si arriverà al Far West perchè in questo Paese che amo profondamente non esistono regole e diritti e vige sempre la legge delle persone che niente hanno da perdere. Se non cambiano le cose Voi Media avrete molto da scrivere fra poco tempo .

Mi ritengo un privilegiato perchè lavoro in un'azienda che nonostante questa crisi continua ad avere lavoro. Mi sento molto vicino, emotivamente, a tutti quelli che come me hanno più di 50 anni, e che non riescono a reinserirsi nel mondo del lavoro. Penso, come ha già scritto uno prima di me, che l'OPPOSIZIONE dovrebbe tirar fuori i coglioni se li ha ancora. Se questo governo continuerà a fregarsene di questa Onda Lunga che sta montando, penso anzi spero che ritorni una nuova Rivoluzione Francese che faccia piazza pulita di questa nuova "nobiltà" insensibile e miope.

Ho 27 anni e dopo aver avuto l'indeterminato la mia società è fallita. da li in poi solo precariato e quest'anno molto probabilmente non mi rinnoveranno il contratto causa "crisi". La vera motivazione per la quale ho scritto è per sensibilizzare tutti sul vero dato reale del numero dei precari in italia. I dati ufficiali parlano di 3 milioni. Fateci il piacere. Solo in questo sito la media delle persone che scrivono ed è precaria è del 50%. Di tutte le persone che conosco della mia età il 70% è precario. 3 Milioni? fino a quando non si farà una vera indagine e non si dirà la verità sullo stato attuale dell'italia non si potrà capire lo stato in cui versa la nostra nazione. Solo a Roma saremo piu di 500.000. In tutta italia? svegliaaaa gente..vogliamo chiarezza..nessuno scrive la verità..ancora siamo considerati una nicchia..ma nicchia non siamo..siamo quasi la totalita dei giovani..

martedì 17 febbraio 2009

Il Paese è reale.

Mi metto ad ascoltare la radio.
Parlano di precarietà.
Segretari nazionali che "abbiamo fatto uno sciopero bellissimo".
Persone che parlano a vanvera su "allora forse la legge è sbagliata".
Persone che si scandalizzano ascoltando fatti di vita vera, quando la metà dei lavoratori italiani non è in regola...ma dove cazzo abitate, voi tutti, da dove cazzo venite....
qual'è la bambagia che vi sta cullando, da quale mondo siete atterrati....
La vostra sofferenza è al massimo un derby perso, un graffio sulla vostra auto, un taglio di capelli sbagliato.
Le vostre idee hanno portato milioni di persone alla lotta quotidiana per arrivare a 800 euro mensili, molti di noi arrivano a malapena a 500.

A volte però venite sfiorati dal pensiero che stia per accadere qualcosa di grave, avete come un sussulto in cui le cose diventano chiare e non vorreste dover pensare a come sarà la vostra vita tra 5 anni.
Io vi guardo, e quando non posso evitarvi vi ascolto: chissà se vi rendete conto che quello che sta capitando a noi tutti è reale e non è una fiction, chissà se e quando capirete che stiamo per pagare le conseguenze di idee sbagliate che molti di voi hanno avallato con orgoglio.
Dieci anni fa era furbo chi giocava in borsa.
Chi osannava l'avvento della globalizzazione.
Chi esultava per le nuove tipologie di lavoro precario.
Chi aveva la soluzione di tutto nelle privatizzazioni.
Adesso il mondo si è rovesciato, e voi fate finta di non ricordare quello che vi era stato detto.
Adesso vi rifugiate dietro frasi di circostanza. Fate finta di niente. Volete far credere che il disastro collettivo delle nostre vite non sia reale.

Ma il Paese è reale, e io mi ricorderò di voi.

mercoledì 4 febbraio 2009

Retorica

Puoi essere un campione o un esordiente.
Puoi giocare in serie c o a Twickenham.
Una volta che sei lì devi scegliere, buttarti negli spazi aperti o rinchiuderti tra maglie amiche.
Non puoi pensare, non puoi andare sul sicuro.
E' come tutto il resto, è come fuori dal campo.

C'è chi pensa che intorno al rugby si faccia troppa retorica.
Non hanno mai giocato, non hanno mai visto niente del genere.

venerdì 30 gennaio 2009

Questo è un paese per vecchi.

Oggettivamente sta crollando il mondo.
Me l’ero immaginato così, un mondo alla frutta. Springsteen che caga fuori il suo ennesimo disco peggiore dal 1984. C’è gente che aspetta da 25 anni, incredibile. Che poi alla fine è solo pop fatto da un sessantenne, e oggettivamente, non puoi pretendere di più. Un sequel estenuante di pezzi pop orecchiabili e cantilenanti, con Workin’ on a dream a uso e consumo dell’America Che Ha Scelto Di Fare La Cosa Giusta. La gloriosa E Street Band condannata ad una vita da turnisti della musica pop.

Ma forse in fondo è giusto che sia così, Bruce è uno dei simboli della sua generazione, una generazione che l’ha sfangata alla grande: una generazione di milioni di persone nate dopo la guerra, abbastanza lontane da essa da non soffrirne, con gli anni 70 e 80 spiegati davanti con le loro allucinazioni di benessere infinito. Con gli agi tecnologici degli ultimi 15 anni, con la libertà di invecchiare restando giovani, con la vecchiaia assicurata giusto in tempo prima dello scoppio delle crisi mondiali.
E se la canta beatamente, altro che i paesaggi cupi di Nebraska e Darkness on the edge of town, altro che The River.
Loro ce l’hanno fatta e hanno come l’impressione che anche i ventenni di oggi ce la possano fare in una maniera facile e scontata, loro possono lavorare su un sogno e sperare che si avveri, ma quel sogno è talmente marginale per le loro vite che nemmeno se ne accorgono...non c’è niente da fare, l’urgenza che si percepisce da giovani sparisce all’improvviso, da vecchi si diventa insensatamente ottimisti.

Eppure Bruce 30 anni fa cantava cose tipo

I got a job working construction for the Johnstown Company
But lately there ain't been much work on account of the economy
Now all them things that seemed so important
Well mister they vanished right into the air
Now I just act like I don't remember, Mary acts like she don't care.

Ed è inutile negarlo noi siamo tutti ancora là, e quello è ancora il nostro presente e purtoppo temiamo che sia anche il nostro futuro.

sabato 24 gennaio 2009

Diari segreti in mondovisione.

Chiunque tiri fuori un blog dal nulla fa gli stessi pensieri...
C'era un tempo in cui si leggevano storie e racconti non autobiografici. I libri spaziavano liberamente in narrazioni che andavano da Parigi a Rio De Janeiro, così, nel giro di 2 pagine.
Ogni riferimento a cose e fatti è ora invece puramente reale, e tutti si abituano, si abituano.
Il simoniano sound of silence sale al cielo, il silenzio diventa parola scritta, impenetrabile nella sostanza. L'omologazione diventa cultura, uscire dal coro è impossibile.

Un canto gregoriano dall'inferno.

venerdì 23 gennaio 2009

Incipit for dummies.

Come ve la spiego la libertà di un incipit alla "come in alone"?
E' un barcollante tripudio di sovrapposizioni sonore misurate al millimetro, un incedere zoppo da navigazione a vista. E' un succo alla fragola dato a un diabetico.
Qui inizia il mio esperimento di omologazione tecnologica, sulle note di un inno assoluto, sulla voce mielosa che apre il lato b di quel capolavoro di loveless.
Che brucino tutti i quaderni e marcisca l'inchiostro, ci sono nuove cose inutili di cui parlare.